L’etica, questa sconosciuta

Lug 11, 2017 | Marketing, Servizi

Etica: solo a sentirla nominare per molti è disorientante. Anche fra i professionisti della comunicazione si verifica spesso che tanti che si dichiarano intimamente concordi con questa “parola” paragonandola intimamente non è chiaro a cosa, così nei fatti non riescono a tradurla in pensieri e azioni coerenti nel loro lavoro e nella loro vita. L’etica mette soggezione, intimorisce, costringe ad un confronto con sé stessi, a informarsi, spinge a riflettere soprattutto su cosa significhi davvero, in cosa consista, se abbia a che fare con il profitto oppure no. Nel business c’è poi chi si chiede (anche se sottovoce per non sfigurare) se porti o no benefici ai fatturati e, siccome ormai se ne parla spesso a sproposito, allora in molti arrivano a considerarla come una moda, una tendenza, cercando di dotarsene come se si trattasse di una nuova app o un nuovo dispositivo … o poco più.

Nei fatti è un terreno ancora poco praticato, nonostante venga evocato sempre più spesso, ma sia poi sovrastato dalle comuni pratiche di tutti i giorni che, per la fretta e gli obiettivi aziendali o personali, fanno agire molti di noi in modo poco consapevole dal punto di vista etico. Eppure applicata alla vita di tutti i giorni, in ogni ambito personale e professionale, possiamo affermare che l’etica sia addirittura un modo di pensare e di agire molto più conveniente di qualunque “fredda strategia” per la condivisione delle risorse di questo mondo.

Il pensiero etico però non si improvvisa. È necessario un certo “allenamento” neppure tanto complicato, ma certo impegnativo. Se non ti apparteneva già, quando ne cogli l’essenza scopri che è come imparare ad andare in bicicletta: quando capisci ti viene facile continuare e non cadi più. E come con la bicicletta percepisci che sei tu a permettere al sistema “tu+bici” a restare in equilibrio e a poter andare dove vuoi. Come nella bici anche per l’etica sei tu a guidare, puoi decidere di usare marce diverse, ma una volta compreso non dimentichi.

È una formazione personale e professionale che porta in sé il germe della crescita positiva, che conviene a tutti. Richiede impegno, certo. Ma non è un freno allo sviluppo. È invece un acceleratore che pochissimi “osano” premere solo perché non sono abituati. Si tratta di un atteggiamento mentale e culturale basato sulla consapevolezza della responsabilità individuale. Se sei un professionista della comunicazione, se ti occupi di impresa, di pubblicità, di marketing, di politica devi essere cosciente che la tua responsabilità è particolarmente grande. Almeno quanto il numero di persone su cui incidono le scelte e le azioni tue e delle imprese per le quali lavori. Si può cominciare dalle piccole cose.

In DNA Italia questa cultura ci attraversa tutti i giorni e ci impegniamo a darle corpo anche quando si tratta solo di progettare uno scontrino della spesa per i commercianti.

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