15 “consigli” di marketing online che NON devi ascoltare se vuoi bene alla tua attività

Gen 8, 2015 | Campagne online, Marketing, Social Media, Web

Marketing, comunicazione, pubblicità. Tutti sappiamo che si tratta di aspetti importanti per dare valore alla propria attività. A volte però ci si affida a degli esperti di marketing improvvisati e, imbastendo una comunicazione aziendale “fai-da-te”, si finisce per tirarsi la zappa sui piedi.

Quindi pensiamo potrebbe esserti utile una lista dei cattivi consigli da NON ascoltare se vuoi bene alla tua attività.

15 “consigli” di marketing che NON devi ascoltare se vuoi bene alla tua attività

#1. Cooosa?? Non sei ancora su [nome di social network a scelta]?? Devi entrarci immediatamente!

No, non è vero. La presenza sui social è fondamentale, ma è inutile tu abbia un profilo (magari inutilizzato) su social che nulla hanno a che fare con il target della tua azienda. Ogni cosa ha il suo posto e chi ti dice che devi essere presente in tutti social evidentemente non sa qual è quello della tua azienda.

#2. Ma non serve essere sui social media! Quella è tutta fuffa!

Peccato che a quella “fuffa” siano iscritti circa 24 milioni di italiani. Ora, se chi ti consiglia di non essere presente sui social conosce un altro canale che ti permette di raggiungere immediatamente un così ampio numero di potenziali clienti, è il caso che ce lo presenti perché dev’essere proprio un genio del marketing!

#3. Riempi di hashtag i tuoi tweet

Pessima idea. I tweet pieni di hashtag coinvolgono il pubblico il 21% in meno di quanto faccia un tweet con un solo hashtag, ma mirato. #E #puoi #benissimo #intuire #perché.

#4. Il modo più veloce per farti pubblicità sui social è comprare gli amici

Il più veloce? Forse sì. Il più utile? Sicuramente no. Perché un “amico acquistato” non è interessato al tuo prodotto, ma ai soldi che gli fai pervenire tramite le aziende che vendono “social amici”. Invece un utente che si affeziona, anche lentamente, ai tuoi contenuti ha grosse probabilità di diventare un cliente.

#5. Personalizza le tue offerte!

Sei alla caccia di nuovi clienti, spulci la lista dei tuoi contatti e invii una mail indirizzata proprio a quel azienda/potenziali cliente lì, con tanto di nome e cognome. Funzionerà? No, perché più che personalizzare l’offerta questa mossa ti farà sembrare alla canna del gas. Mantenere un certo stile è fondamentale per rimanere autorevoli.

#6. Non preoccuparti della SEO, ormai Google si è evoluto: non bada più a queste cose

È vero, Google si è evoluto (ne abbiamo parlato qui) e valuta sempre più parametri durante le sue ricerche. Ma questo non vuol dire che una buona SEO sia inutile. Anzi, significa che bisogna lavorarci sempre di più e sempre meglio per stare al passo con i parametri di Google.

#7. Se non utilizzi una keyword almeno X volte nel testo, non ti posizionerai mai bene su Google

È la posizione opposta a quella del punto #6. C’è un modo piuttosto vecchio di ottimizzare i contenuti che pensa si debba prima assolvere a degli improbabili compiti di SEO (es. ripetere una keyword X volte nel testo, utilizzare alcuni grassetti, ecc…) e poi pensare alla qualità del contenuto. Ma, se fosse così facile, credi davvero che servirebbero degli specialisti per posizionarsi bene su Google?

#8. Un contenuto di qualità si farà strada da solo sul web

Sarebbe bello. Sarebbe davvero bello che un buon contenuto riuscisse sempre ad emergere nella spazzatura di cui è piena la rete. Purtroppo non è così e bisogna essere capaci di divulgarlo nel modo migliore per renderlo noto al maggior numero di persone possibile.

#9. Tutti possono creare dei contenuti per il tuo sito

Anche questo sarebbe bello. Se tutti fossero in grado di creare contenuti di qualità (che tra l’altro è anche il primo parametro che prende in esame Google nelle sue ricerche) non ci sarebbe bisogno di copywriter, grafici, fotografi, ecc… Purtroppo non è così e creare un contenuto di qualità che ti permetta di emergere dalla massa è un lavoro che richiede dei professionisti.

#10. Un sito responsive non ti serve a nulla!

Sfatare questo falso mito è facilissimo. Con cosa navighi in internet abitualmente? Lo smartphone, vero? Bene. Quale tra i due seguenti design vorresti incontrare quando ti connetti ad un sito?

responsive

Il secondo, vero? Bene. Ecco perché ti serve un sito responsive. Se hai altri dubbi, puoi approfondire la tematica qui.

#11. Automatizza la tua presenza sui social: è più comodo

Vero, è molto più comodo dire a Hootsuite: “Pubblica questo post a quest’ora” che farlo dal vivo. Certe volte è anche necessario seguire questa via. Ma i social media sono un tessuto vivo, che percepisce chi ci investe tempo e impegno e chi invece ha semplicemente detto ad un software cosa fare. Se non vuoi che i tuoi utenti si stanchino di te, dedica qualche minuto in più alla tua presenza sui social e non lasciar fare tutto ad un computer.

#12. Invia sempre newsletter alle 14 del martedì pomeriggio: è il momento migliore

E altre prescrizioni del genere, come se la comunicazione equivalesse a prendere una medicina. “Invia due newsletter alle 14 e una dopo cena, comunque sempre dopo i pasti.” No, saper comunicare significa modulare i messaggi che si lanciano alle esigenze e preferenze di chi ascolta. Per questo non c’è un momento giusto per inviare delle newsletter, ma è sempre il momento di giusto per migliorare la propria strategia comunicativa.

#13. Il colore X è quello che coinvolgerà di più i tuoi utenti

C’era un periodo in cui si diceva che tutti i siti dovevano essere pieni di arancione. Poi è stata la volta del rosso. Ora chissà, magari toccherà al violetto. No, un sito è come una casa. Non esiste un colore assolutamente giusto per dipingere le pareti, ma bisogna trovare la tinta giusta anche in base a come sono fatte le stanze e come sono arredate. E in questo risiede la bravura nel nostro lavoro: fornire delle soluzioni complesse che garantiscono l’efficacia del tuo sito preso nell’insieme.

#14. Le call to action migliori sono sempre brevi

No, spesso sono brevi, ma non sempre. Se vuoi coinvolgere il tuo pubblico devi sapere da chi è formato. Esistono delle nicchie che preferiscono delle call to action più lunghe e meglio argomentate. È questo il motivo per cui prima di agire è importante conoscere il proprio target,

#15. Non chiedere mai like, retweet o click: sembrerai un disperato!

O forse no. Tutto dipende da come ti poni. Chiaro, se implori un like, non ci fai una bella figura. Ma ricordare che per continuare a seguire le attività della tua azienda basta cliccare “mi piace” sulla tua pagina Facebook è una mossa astuta, non disperata.

Ad esempio, se questo post vi ha interessati e volete continuare a seguire le proposte di DNA Italia, mettere “mi piace” alla nostra pagina è sicuramente la mossa giusta. :)

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